Wake up Burdèl

…. Wake up guagliù
Un giorno saremo felici, quel giorno io spero che non sia lontano,
Non dimentico mai le radici,
perché in questa terra c’è scritto chi siamo.
E che futuro avremo noi, cresciuti senza direzione,
Tutti dietro le tastiere, e mo’ chi a fa’ a rivoluzione.
Wake up guagliù, ….

Rocco Hunt (Sanremo 2016)

Si è da poco concluso il convegno di Be4Eat, che ci ha regalato ancora una volta la possibilità di ascoltare dal vivo la voce di Colin Campbell (biochimico statunitense, nutrizionista, professore emerito di Nutrizione e Biochimica alla Cornell University, noto per la pubblicazione del rapporto The China Study, fautore di una alimentazione vegetale e integrale per prevenire e curare le malattie); purtroppo sarà l’ultima volta che lo vedremo in Italia, perché ci ha lasciato il testimone: “io ho compiuto 82 anni, adesso dovete andare avanti voi”.

È stata un’ultima volta con il botto! Campbell ha detto veramente tutto ciò che doveva dire, senza risparmiarci nulla, senza peli sulla lingua. Ha parlato di fronte ad una folta platea, composta in gran parte di medici e naturopati, spronandoli ad andare avanti ad approfondire e a sottoporre a verifica quanto scritto nei suoi libri (“China Study” e “Whole”), perché la vera scienza non ha mai verità assolute, ma curiosità, osservazione e ricerca di evidenze.
E certamente dai suoi studi emergono grandi evidenze, che hanno riscontro nelle ricerche di altri scienziati, Università e Laboratori, da tutte le parti del mondo.

L’evidenza numero uno è che le proteine animali sono la principale causa dello sviluppo delle malattie, che provocano la gran parte dei decessi nel mondo occidentale.

Il problema non è che la carne o i latticini sono cancerogeni, o provocano un infarto, ma che creano le condizioni per cui il nostro organismo si indebolisce e le nostre difese immunitarie non sono più in grado di riparare un danno che viene da un agente chimico esterno o da una alimentazione ricca di grassi saturi e zuccheri raffinati.
Ma oggi ciò che sta succedendo è che la grandissima parte della ricerca e della medicina ufficiale, sono impegnati a ricercare nuovi medicinali, piuttosto che a rimuovere le cause della malattia. Oggi la ricerca non è libera, è finanziata in gran parte dalle aziende farmaceutiche ed anche le Associazioni sono in gran parte finanziate da chi ha interesse a produrre malattia.

In Italia uno dei pochi attacchi a China Study è arrivato proprio da una di queste Associazioni.
A novembre dell’anno scorso Campbell è stato intervistato da Report, ma la trasmissione è stata bloccata, non è mai andata in onda. Anche la Gabanelli ha dovuto piegare la testa…
Gli studi di Campbell, sono una brutta rogna, vanno a ledere troppi interessi: allevatori, aziende di trasformazione, aziende farmaceutiche, ecc.
Il suo messaggio è il più rivoluzionario di tutti quelli che oggi circolano nel mondo, è il nostro Che Guevara della salute dell’uomo e del pianeta. Rimette in discussione le certezze, le verità, le aspirazioni, i gusti, che ci hanno ficcato in testa e nella gola, non per il nostro bene, ma per i loro interessi.
Mentre lo ascoltavo scattavo dalla sedia, sentivo i muscoli delle gambe contrarsi, non riuscivo a stare seduto, volevo alzarmi e gridare “wake up guagliù”, come Rocco Hunt!
Forza, accipicchia, svegliamoci ragazzi, cosa ci è successo, ci hanno drogato, ci hanno fatto il lavaggio del cervello, come facciamo ad accettarlo?

I dati negli Stati Uniti dicono che nella generazione nata dopo il 1960, il 50% degli uomini e il 30% delle donne, si ammaleranno di cancro: come vogliamo vederla questa cosa? È un bel business o una tragedia?
Non so per voi, ma per me è una tragedia. Inevitabile, destino crudele? No: sappiamo bene che tutto ciò è provocato da uno stile di vita che induce la malattia (cardiovascolare, cancro o malattia autoimmune che sia).
Ma la bella notizia è che questo stile di vita ognuno di noi può decidere di cambiarlo da domani. Non devo andare da Renzi per dirgli non farmi più mangiare proteine animali. Sono io che devo dire, da domani basta, come con il fumo.
Ciò che dobbiamo chiedere è che venga fatta informazione vera, ricerca libera, che le università tornino ad essere luoghi in cui il meglio dei nostri ricercatori sia messo in grado di lavorare senza ricatti occupazionali, con le risorse che servono; che gli interessi al primo posto non siano quelli economici, ma il bene dei cittadini! (Campbell ci ha raccontato che nel 1970 nelle Università
degli Stati Uniti, il 70% dei professori era di ruolo e l’80% dei finanziamenti erano pubblici; oggi questo rapporto è ribaltato: quindi tanta gente ricattabile, sia per la salvaguardia del posto di lavoro, sia per l’ottenimento dei fondi per sviluppare le ricerche).

Ma nel frattempo agiamo, su dalla sedia, Wake up Burdèl!

Ne parlavo con un conoscente e mi diceva: ok, ma se poi smettiamo di mangiare le proteine animali, o le riduciamo drasticamente, come facciamo con tutti i posti di lavoro? Semplice, non faranno più gli allevatori intensivi di animali ingabbiati in condizioni criminali e verranno ampiamente occupati in agricoltura biologica e nella trasformazione sana di alimenti integrali, non raffinati e senza zucchero. E se non ci ammaliamo, i medici? Le malattie, ci saranno sempre e ci sarà sempre bisogno di bravi medici e di farmaci sempre più efficaci (non penso di chiudere ospedali e farmacie); ciò che va cambiato è un modello che produce malattia, che deve essere sostituito da un modello che produce salute e che necessiterà comunque sempre di tanti operatori, che oltre ad intervenire nel modo più efficace sulla malattia in atto, si preoccupino di farcela evitare. Specialmente in questo momento, in cui le persone vanno accompagnate per mano lungo questo percorso di consapevolezza. Ma certamente la spesa medica dello Stato e delle famiglie, sarebbe drasticamente ridotta, a favore di una riduzione di tasse e un miglioramento della qualità della vita.
Che fate, ridete? Sono un sognatore? Il solito Davide contro Golia? Beh, quella volta non è finita poi così male!
E poi, ricordatevi; come diceva Madre Teresa di Calcutta, “ a volte ti può sembrare di essere impotente, solo una piccola goccia nel mare; ma se questa goccia non ci fosse, all’Oceano mancherebbe”.

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