BIO BOOM..OHI, OHI!

Il biologico sta crescendo tantissimo, si parla di circa il 18% e questa è una bellissima notizia.
Purtroppo tutto ciò che cresce molto velocemente, difficilmente produce una crescita sana e biologica.
“C’è un grande prato verde…”, era il titolo di un convegno organizzato a Bologna all’interno del Salone Marca (gennaio 2016). Questo titolo lasciava intendere delle enormi possibilità di crescita del biologico con il suo ingresso definitivo nel mondo della grande distribuzione. Un po’ quello che poi è successo, con 9 mesi di grande entusiasmo.
L’impressione è che la sbornia stia passando e che si debba per forza passare ad una fase più razionale.
Più che un prato verde, forse sarebbe stato più appropriato parlare di una bellissima montagna verde, da scalare insieme, non con le ciabattine infradito, ma con la dovuta attrezzatura.

Infatti se da una parte la domanda è cresciuta, dall’altra l’offerta è cresciuta molto, ma molto di più; oggi il biologico è dilagato ovunque, su tutti i canali di vendita, non solo gdo e specializzati.
Bene, in fondo è quanto abbiamo sempre auspicato in questi anni (più di 25 per il sottoscritto) che facciamo il tifo per il bio. Il problema è che questa crescita è stata troppo rapida e confusa, non ha dato modo di essere metabolizzata, accompagnata, sostenuta, dovutamente controllata e certificata”.

Il risultato è che la gran parte dei negozi specializzati, catene comprese, stanno soffrendo. Qui non si parla di crescita, ma di perdita.
Vabbè, peggio per loro, si potrebbe pensare. Non è proprio così e non solo per i posti di lavoro e le partite iva chiuse, ma soprattutto per il ruolo che storicamente hanno svolto gli specializzati per far conoscere e diffondere il bio. E questo ruolo resta fondamentale per far crescere ulteriormente questo settore, perchè non bastano gli spot pubblicitari con prati verdi e famiglie modello.
Questa situazione si è venuta a creare anche perchè in alcuni casi in gdo, sono finiti listini interi dei distributori tradizionalmente legati al bio (800/1000 referenze), con marchi e prodotti ben conosciuti, acquistati fino a quel momento nei negozi e che ora si possono tranquillamente trovare anche al supermercato, dove per molti è più comodo e in qualche caso anche più conveniente acquistarli. Ricordate che oggi la grandissima parte dei clienti dei negozi specializzati, fa comunque la spesa anche al supermercato, perchè difficilmente utilizzano sempre e solo alimenti, detersivi, cosmetici, ecc. biologici.

L’improvvisazione con cui è stato inserito il bio è palese, basta guardare gli assortimenti, con prodotti con rotazioni ridicole, che fanno fatica a stare nei negozi, figuriamoci al supermercato!
E forse cominciano a rendersene conto anche i distributori, che dopo aver riempito per bene i magazzini, oggi si risvegliano con i primi cali di fatturato: oddio che succede?
Il mare della gdo assorbe un po’ meno, i clienti storici si rivolgono altrove, perchè la sensazione di essere cornuti e mazziati, non è proprio così semplice da sopportare.

Che fare? Attendere che il mercato faccia il suo corso, trovando un nuovo equilibrio a vantaggio del più forte? Potrebbe essere una strada: tempo un anno e avremo meno entusiasmo da una parte, qualche negozio in meno dall’altra e una offerta più equilibrata.
Oppure provare a rimettere a posto le cose.
In sintesi: la gdo faccia la gdo, e i negozi specializzati facciano i negozi veramente specializzati!
Trovo ridicoli i supermercati che provano a fare gli specializzati e viceversa.
In questo senso noi negozianti non siamo immuni da colpe. Siamo stati i primi a scimmiottare, a voler essere, “supermercato”; a preferire metri quadri di esposizione, ad addetti preparati e motivati. Sbagliato, profondamente sbagliato, perchè se vogliamo fare a gara con chi è più forte sicuramente vince la gdo, non c’è storia.
Noi possiamo vincere nella professionalità (anche nella scelta degli assortimenti), nel servizio, nella credibilità, nella assistenza, che è fondamentale per continuare a far crescere il bio.
Se ognuno svolge il proprio ruolo, c’è spazio e bisogno di tutti.

E allora, “c’è una bella montagna verde, da scalare insieme”; ma servono scarponi, picozza, zaino e qualcosa di pesante, perchè in cima potrebbe far freddo. Buona camminata.

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